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a menesta mmaritataOggi ventisei dicembre, a Napoli si mangia “‘a menesta mmaritata”.
Eh, sì!
Perché bisogna purificarsi delle “schifezzuole” mangiate tra cenone e pranzo natalizio…
“Menesta mmaritata”, perché si sposa con tanti tipi di carne (maritare in napoletano vuol dire andare in sposa a…).
“Menesta mmaritata” che io non preparo, ma lascio l’onore e l’onere alla mia mamma.
Le donne napoletane hanno una vera e propria passione per preparare questo piatto.
Cominciano giorni prima a comprare borse di verdure: vruocculill, cicoria, ‘e scarulell, ‘a verza… e poi ‘e tracchiulell, ‘a corazz, ‘o pollo paisan.
Quanta fatica ci sta nel preparare questo piatto, nel lavare e bollire le singole verdure…
Poi si prende il pentolone più grande che si ha in casa, perché ‘a menesta adda rimane’ pure per il giorno appresso.
Tra poco ci rimetteremo di nuovo a tavola ed è un trionfo di odori e sapori spettacolare…
Grazie mamma!
Grazie Napoli!
Buon santo Stefano!

Di Carla Formisano

Torrese ,emigrata ad Ercolano , Si definisce napoletana doc per amore,passioni e tradizioni.Amante della buona cucina ,di Pino Daniele e di Eduardo de Filippo. "Vedi Napoli , vivici per sempre e poi muori"

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