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Che bella la mia piazza, sembra di stare a Tokyo, mille luci, mille locali e sopratutto tanto buon cuore e generosità, così come si chiede nel periodo Natalizio.20151219_224947 Ma sopratutto, generosità e riconoscenza dopo aver usato uno spazio pubblico per un evento organizzato dalla scuola materna di San Giuseppe Vesuviano, senza lasciare in strada un bel po’ di rifiuti che fino alla tarda serata resteranno lì davanti alla chiesa come un segno di gratitudine. Che senso ha organizzare un evento in una pubblica piazza lasciando alla fine quei luoghi così? Ve lo dico io qual è; è sempre lo stesso, mettendo da parte i piccoli ai quali certe cose vanno insegnate innanzitutto con l’esempio, restano gli adulti, gli educatori, i quali sono fermamente convinti che dopo viene qualcuno addetto ai servizi e ripulisce (è tutto compreso nel prezzo). Molte volte cerco di spiegarmi il significato del lancio del sacchetto dall’auto, o l’abbandono del sacchetto per strada, un gesto villico e lontano da ogni ragionevole senso di civiltà. Riflettendo un po’ deduco che è una pratica iniziata tanti anni fa con la crisi dei rifiuti, le discariche chiuse piene e stracolme di materiali indifferenziati, la raccolta dei rifiuti ferma, cumuli enormi di spazzatura per strada, tanto da impedire il traffico. Fu allora che nacque l’idea di smaltire la “sacchetta” in luoghi lontani dalla propria residenza. Tanto che fa,  prima o poi qualcuno va e ripulisce, tanto io non abito li, tanto io, abito nella terra dei fuochi. Ma come può essere che dopo tanti anni di evoluzione, invece di migliorare siamo regrediti così tanto. L’unica risposta logica alla domanda iniziale del perché, è quella che nei nostri luoghi non siamo mai cresciuti, siamo rimasti sempre alla mentalità dell’apparenza, ovvero a quella mentalità strettamente legata al fatto che io pago la spazzatura e tu Istituzione la devi prendere, in qualunque modo la devi prendere. Tempo fa gli amici di Beppe grillo fecero una protesta alla Consorzio che tutt’oggi raccoglie i rifiuti, scoprirono 20151219_224706 copiadal capitolato d’appalto che la soc. GEMA aveva l’obbligo di installare nei luoghi pubblici più frequentati i cosiddetti cestini per i rifiuti, è giustizia fu, la GEMA installò i cestini per i rifiuti sulle strade principali al centro e nelle piazze del Comune. Si pensava che tutto questo avrebbe sensibilizzato la cittadinanza , ma non fu proprio così. Infatti dopo un po e in particolare nelle periferie, quei cestini furono presi quasi come un insulto, un gesto di sfida, quasi come per dire e che avete voluto dimostrare? Tanto che il più delle volte distrutti da atti vandalici. In realtà quello che si voleva dimostrare, rendendo giustizia ai cittadini a fronte di un impegno contrattuale del Consorzio GEMA, era proprio questo  quello che vedete nella foto a fianco. Si può stare in un luogo pubblico tra cartacce e spazzatura? E’ giusto sporcare un luogo pubblico pretendendo che siano altri a pulirlo. Ci auguriamo che nei prossimi eventi pubblici non si debbano vedere scene del genere, se tutti facciamo la nostra parte nel conservare le cose comuni, tutto sommato viviamo meglio, e soprattutto ci vogliamo ancor più bene.

Di Ferdinando Catapano

Siamo noi, Siamo in tanti, ci nascondiamo di notte, per paura degli automobilisti, dei linotipisti, siamo i gatti neri, siamo i pessimisti, siamo i cattivi pensieri, e non abbiamo da mangiare. Com'è profondo il mare com'è profondo il mare........ E' chiaro che il pensiero dà fastidio anche se chi pensa è muto come un pesce, anzi è un pesce, e come pesce è difficile da bloccare perchè lo protegge il mare. Com'è profondo il mare........ Certo chi comanda Non è disposto a fare distinzioni poetiche Il pensiero come l'oceano Non lo puoi bloccare Non lo puoi recintare, Così stanno bruciando il mare, Così stanno uccidendo il mare, Così stanno umiliando il mare Così stanno piegando il mare, Com'è profondo il mare

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