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donazione-sangueStamattina arriva un messaggio in Redazione: “Aucelluzzo buongiorno, stamattina ho deciso di recarmi all’ospedale Maresca per donare il sangue ed ho scoperto che ormai da un settimana non si può donare perché non c’è il ristoro. Ma dove sta migliorando la sanità? Dove sono tutti i buoni propositi per tenerci questa specie di ospedale? Per non parlare del rispetto stesso delle persone che come me, senza secondi fini, si recano al centro trasfusionale. Il mio è stato solo uno sfogo. Pensaci tu. Buon lavoro ragazzi.”
La mia prima reazione è stata pensare che solo qualche mese fa, ho fatto la tessera al punto trasfusionale del Maresca, centro dell’Asl Na3 Sud. Mio marito ha la tessera di donatore da anni mentre io tra gravidanze e allattamenti infiniti, ho iniziato da poco.
Mi sono ricordata della gentilezza della dottoressa, della bravura e della simpatia dei paramedici e di un servizio che funzionava in maniera eccellente.
Mi sono ricordata che ho pensato: “Ma come sono fiera di avere un centro trasfusionale pubblico e funzionante nella mia città, che mi permette di fare un gesto lodevole ma che, nel frattempo, mi fa anche arrivare direttamente a casa le analisi del sangue, svolgendo doppia funzione! Aiuta donato e donatore.”
Ora, per mancanza di ristoro che non viene più erogato dal servizio sanitario, perdiamo qualcosa che funzionava e di così grande utilità per svariati motivi?
Uff. Mi sento sempre più sconfitta. Che brutta sensazione. Ma qualcosa dobbiamo inventarci… qualcosa m’inventerò.

Di Clementina Sasso

...ma un giorno anch'io se mai potrò esplorerò la riva lassù... guarda e vedrai che il sogno mio si avvererà...

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