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12195943_1695437700689511_4012372223033325560_nTi stringe il cuore. Quella stessa capa che chiamiamo cuore. La testacapa che è cuore, passione, sentimento, raziocinio e follia.
La tiene carcerata e ti impedisce di volare. E’ paura, paura per tanto amare, per sentirsi in tanto innamoramento. Ha sapore amaro e languore che non smette mai di farsi buco nello stomaco.
Non ho parole per impedire lo scempio. Non ho labbra da sfiorare per dare coraggio al tuo sentire.
Sei solo tu con lei, scimmia che ti vuole solo possedere. Per sempre, senza fare ostaggi. Tu e quel macigno che vorresti sciogliere.
Se provassi solo a guardare nei miei occhi, se potessi solo ascoltare il mio silenzio pregno, avresti mille braccia per sfidare e mille spade per offendere e liberarti.
Hai solo te e il tuo amarmi, il nostro innamoramento come dono, che ha reso tutto mai più come prima.
E scegliere, scegliere soltanto.

Di Biagio Fioretti

Biagio Fioretti nasce a Torre qualche anno fa; era di dicembre e proprio sulla linea di confine tra le due Torre. Manco a dirlo ci fu una gran disputa su chi dovesse trascrivere tanto natale. Vinse il Savoia proprio sulla Turris e tanto fu. L ‘unica certezza sulla quale gli storici concordano, è e fu sulla sua vesuvianità. Scrisse e studió in ragione di quel Vesuvio che amó e odió e ne fece sua dolce ossessione. Vive tuttora e da geologo, continua a sognare le vigne di uva caprettone della sua amara terra.

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